Mio figlio va matto per i colori. Pastelli, pennarelli, quello che trova — se c’è un disegno da riempire, lui è già lì con la testa china sul foglio. È una di quelle cose che come genitore ti fanno sorridere: lo vedi concentrato, tranquillo, e ogni settimana un po’ più bravo. Un giorno, però, abbiamo finito tutte le pagine. Zero. Niente più album, niente più fogli sparsi. Così ho fatto quello che fanno tutti: ho cercato online.
E lì è iniziata la sofferenza. Pubblicità che saltano fuori da ogni angolo, paywall dopo il terzo disegno, siti che ti chiedono di registrarti prima ancora di farti vedere un’anteprima. Per un foglio da colorare con un dinosauro, davvero? A quel punto ho provato con ChatGPT, e devo dire che funzionava. Descrivevo quello che volevo, lui generava un disegno, io lo stampavo. Bene, no? Mica tanto.

Come è nata l’idea di ColrPage
Il problema è che mi ritrovavo a riscrivere lo stesso prompt ogni volta. E i disegni finivano sepolti in mezzo a mille altre conversazioni — ricette, email di lavoro, tutto il resto. Ritrovare quel disegno del trattore della settimana prima? Auguri. È stato lì che mi è venuta l’idea: un posto dedicato, semplice, dove descrivo quello che voglio, premo un bottone e ho qualcosa di pronto da stampare e mettere in mano a mio figlio.

Un angolino per le famiglie
Oggi ColrPage è esattamente quello: un posto dove creo velocemente i disegni, li stampo, e li ritrovo quando servono di nuovo (perché mio figlio chiede sempre “quello di prima”, e guai a non averlo). Ogni pagina creata è pubblica per impostazione predefinita, il che vuol dire che se un genitore crea qualcosa di bello, un’altra famiglia può sfogliarlo e stamparlo gratis. Navigare e stampare non costa nulla. Per chi vuole generare i propri disegni c’è un piano premium, ma la libreria è aperta a tutti.
In fondo, ColrPage serve a una cosa sola: togliere i disegni dallo schermo e metterli sul tavolo della cucina, dove un bambino con un pastello in mano può farci la sua magia.
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